Arrivederci!

La Ragazza con l’orecchino di perla lascia gli spazi di Palazzo Fava del circuito museale Genus Bononiae di Bologna, per tornare al museo Mauritshuis.

Matì, Dadà e tutti i bambini che hanno partecipato ai laboratori Io sto al museo si sono divertiti e hanno imparato l’arte di Vermeer.

In questa galleria fotografica potete rivedere cosa è successo durante i laboratori con Matì e Dadà del dipartimento didattico di Genus Bononiae.

 

A spasso con Matì e Dadà

I bambini che hanno partecipato al workshop Animiamoci organizzato da Schermi e Lavagne di Cineteca di Bologna in collaborazione con Achtoons, si sono divertiti a dare vita a Matì, Dadà e alla ragazza con l’orecchino di perla. Qui sotto potete trovare alcune foto della giornata trascorsa a imparare l’animazione a passo uno.

 

Ed ecco il video che i bambini hanno realizzato: il risultato è davvero sorprendente!

Se volete seguire le attività dei bambini che stanno creando lo spot per la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo seguiteci su Facebook e su Instagram.

Io Sto al Museo: con Matì e Dadà

Continuano i laboratori di Io sto al museo – Atelier per bambini (dai 5 ai 10 anni) cura dei Servizi educativi di Genus Bononiae in occasione della mostra dedicata alla ragazza con l’orecchino di perla e ai capolavori fiamminghi.

Siete curiosi di sapere cosa fanno i bambini durante i laboratorio? Questo video vi racconta come si può imparare e divertirsi con l’arte.

La Prof.ssa Francucci, curatore del progetto educativo di Genus Bononiae, ci racconta quali sono le scelte pedagogiche che animano la proposta laboratoriale di Io sto al museoContinua a leggere

Nell’atelier di Matì e Dadà con la ragazza con l’orecchino di perla

Siete già andati a visitare l’atelier di Matì e Dadà allestito in occasione della mostra dell’anno “La ragazza con l’orecchino di perla?”

Non potete mancare: per tutti i fine settimana fino al 25 maggio, dalle ore 15:00 alle ore 19:00, il dipartimento educativo di Genus Bononiae ha preparato un ricco programma di attività per i più piccoli. Matì e Dadà accompagneranno i bambini nella scoperta dell’arte di Vermeer, Rembrandt e Van Gogh. Passate parola!

La ragazza con l’orecchino di perla: mito si diventa

Avete mai provato a spiegare ai vostri bambini da dove arriva quella calamita che avete sul frigorifero raffigurante una grande icona dell’arte? Ecco la nostra mini guida alla scoperta de La ragazza con l’orecchino di perla

La ragazza con l'orecchino di perla

Le immagini possiedono una forza persuasiva che supera di gran lunga le parole. Le immagini circolano in continuazione, cambiando contesto e contaminandosi tra loro. Così succede anche alle opere d’arte che, dalla tela e dai musei, finiscono sulle tazze, sui desktop dei nostri computer o riutilizzate in qualche compagna pubblicitaria.

Che succede alle opere d’arte in questo processo? Cambiano, si trasformano. Che ci piaccia o no, le immagini d’arte una volta stampate sulle nostre t-shirt diventano di tutti e trovano la loro strada verso la notorietà. A volte diventano icone, miti della cultura pop: diventano un’immagine riconosciuta universalmente e in alcuni casi addirittura venerata.

Un’opera diventa quindi universale quando un solo dettaglio, un particolare riutilizzato in altri contesti riesce a restituire il ricordo dell’originale. La parodia, l’ironia, la riscrittura divertente, che per alcuni possono sembrare una manipolazione spregiudicata e dissacrante, sono spesso i modi con cui un’opera d’arte diventa icona. Se questo non avviene, l’opera d’arte rimarrà un illibato oggetto da museo; invece, passando di mano in mano, da gadget a gadget, fortifica la proprio riconoscibilità e punta a diventare mito.

Questo processo che con la complicità di artisti, avanguardie e mezzi di comunicazione di massa, ha “sconvolto” opere come la Gioconda, L’urlo di Munch, I girasoli di Van Gogh, può trasformarsi in uno spunto per raccontare anche ai più piccoli come le immagini delle opere d’arte pervadano le nostre vite.

Iniziamo questo percorso di scoperta dei miti dell’arte, proprio da una delle icone più famose e chiacchierate del momento: La ragazza con l’orecchino di perla.

Le ragazze con l'orecchino di perla

La ragazza con il turbante fu dipinta da Johannes Vermeer intorno al 1665: pervade il mistero intorno al quadro fino al 1882 quando un collezionista olandese lo comprò a un’asta per una cifra irrisoria. Il quadro fu successivamente donato al Mauritshuis Museum all’Aia. Da quel momento il quadro iniziò a essere studiato e trovò i primi sostenitori e ammiratori. Nel frattempo alcuni grezzi restauri conferirono una nuova immagine al quadro: il fondale originariamente verde diventò scuro conferendo all’opera l’aspetto attuale.

Il momento di celebrità per il dipinto arrivò quando una studentessa americana iniziò a scrivere una novella in cui si narra l’ipotetica storia della ragazza con il turbante e di quel fantomatico orecchino: la ragazza è una giovane domestica di casa Vermeer alle prese con le attenzioni del maestro, la gelosia della moglie e le manovre della suocera.

Il romanzo di Chavelier, pubblicato nel 2000, diventò subito un bestseller che ispirò il film con protagonista Scarlett Johanson nel ruolo della domestica. Il resto è storia recente, ma il successo commerciale della storia d’amore travagliata tra Vermeer e la giovane musa, e le nomination gli Oscar del film, garantirono grande visibilità anche al Mauritshuis Museum che custodisce l’opera.

Con una media di 250000 visitatori l’anno, il museo ha trovato i fondi per il restauro e l’ampliamento degli spazi e nel frattempo La ragazza con l’orecchino di perla è andata in tour per tutto il mondo chiudendo il suo viaggio espositivo a Bologna.

La ragazza con l'orecchino di perla - pupazzo

Anche una calamita sul frigorifero, o un pupazzo con le sembianze di un’opera d’arte, possono diventare uno spunto per avvicinare i bambini alla storia dell’arte e imparare con loro come riconoscere le immagini, identificarne l’origine e districarsi in un mondo di riferimenti. Le scoperte saranno entusiasmanti e rivelatrici, ma soprattutto indispensabili per riuscire a muoversi con agio in un mondo popolato di immagini che a volte non sappiamo leggere appieno.

 

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