2017: l’anno nuovo di Matì e Dadà

Come ad ogni inizio d’anno che si rispetti, anche Matì e Dadà fanno un bilancio di quello appena trascorso e abbozzano i propositi per quello appena iniziato.

Il 2016 ha visto per i nostri due eroi la nascita di due felicissime collaborazioni: quella con la casa editrice Sillabe, che ha pubblicato in italiano ed inglese i volumi sugli artisti Giotto, Leonardo e Michelangelo;  PROMO LIBRI FB

e quella con la società di distribuzione canadese Henry Gagnon Distribution, che è riuscita a stringere accordi di diffusione con le piattaforme Epic! (americana) e Da Vinci Media (tedesca) per i territori del Nord America e di Africa e Asia.

Matì e Dadà sono stati ancora i protagonisti di FaMu, la giornata nazionale delle Famiglie al Museo, una collaborazione che dura ormai da quattro anni e che speriamo duri ancora nel tempo. Per l’edizione del 2016, in particolare, quasi 80 musei in tutta Italia hanno deciso di proiettare i cartoons dei nostri eroi dell’arte, e i più di 700 partecipanti hanno ricevuto il Taccuino dell’atleta al Museo, con Matì e Dadà olimpionici testimonial dell’intera pubblicazione.

Matì e Dadà olimpionici d'eccezione per F@Mu 2016!

Matì e Dadà olimpionici d’eccezione per F@Mu 2016!

Il 2017 si prospetta ancora più interessante. Le collaborazioni si consolidano, i nostri beniamini ottengono successo sulla piattaforma americana per le scuole Discovery Education, e cresce il numero di visualizzazioni sul nostro canale internazionale YouTube. Nuovi volumi della collana edita da Sillabe sono in cantiere, e anche la diffusione internazionale lascia presagire ulteriori, interessanti, scenari.

Noi continuiamo a nutrire il grande sogno di aggiungere tanti episodi ancora alla serie e di far conoscere tramite Matì e Dadà tanti nuovi artisti a tutti i bambini. Siamo sicuri che ci riusciremo, anche grazie a tutti voi!

Buon anno nuovo di cuore…con Matì e Dadà!

FBTEMA2017

 

Un percorso alla scoperta di Kandinsky con Matì e Dadà

Durante la recente edizione di Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo , presso Casa Cavazzini ad Udine si è tenuto un laboratorio su Kandinsky dedicato ai bambini più piccoli. L’autrice del laboratorio, Augusta Eniti ( leggi ulteriori informazioni su di lei qui ) è anche co autrice de L’Arte con Matì e Dadà ed ha creato per l’occasione un percorso integrato che prevede la visione dell’episodio dedicato all’artista, un workshop con la tecnica del decoupage e il test dell’app di Matì e Dadà su cui stiamo alacremente lavorando. Le abbiamo fatto qualche domanda per approfondire l’approccio adottato ed i risultati ottenuti.

I bambini sono molto concentrati davanti al cartone animato di Matì e Dadà!

I bambini sono molto concentrati davanti al cartone animato di Matì e Dadà!

Augusta, ci descrivi in breve l’attività svolta dai bambini durante il laboratorio?

Abbiamo progettato il laboratorio facendo ovviamente riferimento alla puntata di Matì e Dadà, quindi ci siamo focalizzate sulla relazione tra forme e colori. Nello specifico abbiamo costruito il percorso sul rapporto tra le forme geometriche, primarie, alle quali Kandinsky associa un colore.

In che modo pensi che la proiezione del cartone animato abbia aiutato i bambini a cogliere alcuni concetti dell’artista?

La puntata affronta in modo semplice uno degli elementi centrali della riflessione di Kandinsky ovvero il colore, cioè l’elemento puramente pittorico. Secondo Kandinsky, i colori sono come una tastiera, messi in relazione con i quadrati, i triangoli, i cerchi, le linee aperte e chiuse. Ne “Lo Spirituale dell’arte” egli scrive: “Il colore è il tasto, l’occhio il martelletto, l’anima è il pianoforte dalle molte corde”.

L'educatrice spiega i concetti di forme e colori di Kandinsky

L’educatrice spiega i concetti di forme e colori di Kandinsky

Al lavoro con ritagli di forme e colori!

Al lavoro con ritagli di forme e colori!

Quel’è l’idea di fondo dell’approccio adottato?

Quello di sempre, cioè fornire strumenti di comprensione e lettura dell’opera d’arte, che in quanto narrazione visiva ha un suo linguaggio.

Come è stato integrato il lavoro sull’app con il laboratorio fatto in precedenza?

Alla conclusione del percorso, perché è uno strumento che aiuta a rinforzare ciò che è stato esplorato durante il laboratorio. In particolare, il gioco dell’app è basato proprio sull’osservazione dell’opera, la ricerca dei colori nell’ambiente circostante attraverso la fotocamera; e poi l’associazione colore-suono. Perfetto dunque per rafforzare i concetti appena appresi.

Qualche cosa curiosa o divertente che ci vuoi raccontare sui bimbi con in mano il tablet?

Avevamo solo un tablet e i bambini, che notoriamente sono curiosi e impazienti, se lo tiravano e strappavano di mano per provare…

Fammi provare, ora tocca a me!

Fammi provare, ora tocca a me!

A spasso con Matì e Dadà

I bambini che hanno partecipato al workshop Animiamoci organizzato da Schermi e Lavagne di Cineteca di Bologna in collaborazione con Achtoons, si sono divertiti a dare vita a Matì, Dadà e alla ragazza con l’orecchino di perla. Qui sotto potete trovare alcune foto della giornata trascorsa a imparare l’animazione a passo uno.

 

Ed ecco il video che i bambini hanno realizzato: il risultato è davvero sorprendente!

Se volete seguire le attività dei bambini che stanno creando lo spot per la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo seguiteci su Facebook e su Instagram.

Io Sto al Museo: con Matì e Dadà

Continuano i laboratori di Io sto al museo – Atelier per bambini (dai 5 ai 10 anni) cura dei Servizi educativi di Genus Bononiae in occasione della mostra dedicata alla ragazza con l’orecchino di perla e ai capolavori fiamminghi.

Siete curiosi di sapere cosa fanno i bambini durante i laboratorio? Questo video vi racconta come si può imparare e divertirsi con l’arte.

La Prof.ssa Francucci, curatore del progetto educativo di Genus Bononiae, ci racconta quali sono le scelte pedagogiche che animano la proposta laboratoriale di Io sto al museoContinua a leggere

Come nasce un episodio de L’arte con Matì e Dadà.

Matì e Dadà al museo

Matì e Dadà al museo

Continuiamo il nostro ciclo di interviste ai protagonisti della creazione de L’Arte con Matì e Dadà, e lo facciamo oggi con le parole di Augusta Eniti, la direttrice dei contenuti della serie.

Ogni puntata de L’arte con Matì e Dadà si basa su una ricerca approfondita circa le tematiche, le tecniche e la poetica dei singoli artisti. Augusta, eseguita l’attività di analisi preparatoria, redige un documento ricco di informazioni, spunti iconografici, musicali e riflessioni teoriche sull’artista. Inoltre, integra la scheda con spunti e considerazioni frutto di una consolidata esperienza nel campo della didattica dell’arte.

Il documento preparato da Augusta sarà poi condiviso con sceneggiatori, disegnatori, animatori, musicisti e con tutte le figure tecniche e artistiche coinvolte nella realizzazione del cartoon. Ogni episodio de L’arte con Matì e Dadà si fonda quindi sul rigore dei contenuti e sulla qualità dell’approccio didattico.

Qual è il tuo percorso e come sei arrivata alla didattica dell’arte?

Alla didattica dell’arte sono arrivata grazie a Bruno Munari, che ho conosciuto nel 1994, quando è venuto a Pordenone. All’epoca facevo parte di un’associazione culturale che organizzava mostre d’arte e Munari era stato invitato a esporre una sua scultura all’interno di una collettiva d’arte contemporanea. Da allora mi sono interessata ai suoi progetti e laboratori di educazione artistica, frequentando anche diversi corsi organizzati dai suoi collaboratori.

Cosa ti ha spinto a sposare l’idea de L’arte con Matì e Dadà?

Il disegno animato non solo ha un forte impatto comunicativo sui più piccoli, ma offre delle possibilità straordinarie di “giocare” visivamente con le opere per spiegarne il linguaggio. In ogni episodio cerchiamo di utilizzare l’animazione come strumento di indagine e scoperta delle opere in modo tale che i bambini possano avvicinarsi alla poetica di un artista o all’osservazione degli elementi di un quadro grazie a un linguaggio semplice, immediato ma non scontato.

Qual è l’approccio che segui per preparare le schede sui pittori? 

Per ogni artista analizzo il contesto storico-artistico. Poi lavoro sugli elementi specifici che costituiscono la struttura dell’opera: i materiali, le tecniche, la descrizione dei temi, lo stile, il linguaggio, il significato delle immagini, tenendo presente il profilo artistico, culturale e umano dell’artista.

Nella nuova stagione di Matì e Dadà non si parla più solo di pittura, ma anche di scultura, fotografia e architettura. Quali sono le sfide che devi affrontare per avvicinare i più piccoli a linguaggi e mezzi espressivi così diversi?

In realtà la sfida è sempre la stessa: far comprendere in modo semplice aspetti complessi relativi ai diversi linguaggi. Si deve fare molta attenzione a non banalizzare; questo è, a mio avviso, anche il rischio di chi opera nella didattica dell’arte.

Parlando del tuo lavoro di didattica dell’arte coi bambini, qual è la loro predisposizione nei confronti dell’arte? Quali sono gli artisti o le tecniche che attirano maggiormente la loro curiosità?

Non credo che ci sia da parte dei bambini una “predisposizione” nei confronti dell’arte. In genere da parte loro c’è una grande apertura e curiosità, e normalmente amano fare, provare, sperimentare. Diciamo che non tentennano, sono radicali nel mettersi in gioco e quindi disponibili ad apprendere.

Perché i bambini dovrebbero visitare i musei e confrontarsi con l’arte?

Munari dice una cosa importante: “Non dire ai bambini cosa fare ma come fare“, introducendo quello che è lo specifico dell’arte nella sua portata educativa. Che cosa l’arte ci restituisce di così essenziale? Questo non vale solo per i bambini e ragazzi, ma anche per ciascuno di noi. Perché l’arte è imprescindibile dalla nostra quotidianità, dalla nostra esistenza, dal nostro fare quotidiano? Questa è una questione che oggi più che mai dovremmo porci. L’arte introduce la dimensione poetica del fare come condizione indispensabile dell’esperienza. C’è un aspetto formativo che sta sullo sfondo e che appartiene al nostro fare civile: l’arte rimanda al “modo” in cui noi facciamo o diciamo.

 

Augusta Eniti dopo la laurea in filosofia si è occupata a lungo di arte, architettura e design. È promotrice di eventi artistici e culturali. Dal 1997 si occupa di formazione nell’ambito dei beni e attività culturali, collaborando con Istituzioni ed associazioni sul territorio nazionale. Nel 2002 ha fondato Altreforme con Remigio Guadagnini, occupandosi di ricerca, progettazione e promozione di eventi. Collabora con insegnanti ed artisti sui temi della didattica dell’arte e della multimedialità. È direttrice della collana NewDada, curatrice del progetto Viaggi nella parola e si occupa dei progetti culturali di Altreforme. Attualmente è responsabile del servizio didattico dei Civici Musei di Udine.