Io Sto al Museo: con Matì e Dadà

Continuano i laboratori di Io sto al museo – Atelier per bambini (dai 5 ai 10 anni) cura dei Servizi educativi di Genus Bononiae in occasione della mostra dedicata alla ragazza con l’orecchino di perla e ai capolavori fiamminghi.

Siete curiosi di sapere cosa fanno i bambini durante i laboratorio? Questo video vi racconta come si può imparare e divertirsi con l’arte.

La Prof.ssa Francucci, curatore del progetto educativo di Genus Bononiae, ci racconta quali sono le scelte pedagogiche che animano la proposta laboratoriale di Io sto al museo

Pro.ssa Cristina Francucci

Pro.ssa Cristina Francucci – Curatore del progetto educativo Genus Bononiae

Si è sempre pensato ai musei come a luoghi silenziosi, contenitori di oggetti fragili e preziosi per niente adatti ai bambini, ma per fortuna le cose sono cambiate e i musei hanno aperto le porte anche ai piccoli visitatori, offrendo loro proposte educative che permettono di interagire con il ricco e interessante materiale che in essi è raccolto. Così sono nati i Dipartimenti educativi e gli spazi dedicati alle attività laboratoriali, dove i bambini imparano a leggere, interpretare e trasformare ciò che è stato presentato loro, realizzando personali e creativi elaborati.

Anche al Museo della Storia di Bologna, in occasione della mostra La Ragazza con l’orecchino di perla, ai bambini è stato dedicato un luogo tutto per loro dove trascorrere il pomeriggio del sabato e della domenica in compagnia di amici, scoprendo che il museo può essere un posto divertente. Un allestimento appositamente realizzato permette di immergersi in una atmosfera di tanto tempo fa, una vecchia sartoria dove realizzare modelli di abiti ispirati alla moda del ‘600 per comprendere come i vestiti sono anche specchio di un’ epoca, la stessa in cui è vissuto il grande Vermeer. Per la lettura dell’opera del famoso maestro abbiamo chiesto aiuto a Matì e Dadà, i due simpatici protagonisti del cartone animato prodotto da Achtoons e Rai Fiction, che nelle loro avventure incontrano artisti e affrontano anche le regole più difficili della costruzione di un opera come quella della prospettiva, proposta nell’episodio dedicato a Vermeer, nel dipinto La lezione di musica. L’animazione rende immediatamente visibile la costruzione dello spazio nel quadro e la visione del filmato diventa il punto di partenza di un percorso educativo che dal virtuale si sposta alla realtà, permettendo ai bambini di rivolgere un attento sguardo alla stanza in cui si trovano che diventa il luogo di nuove esperienze visive. I bambini così, grazie alla mediazione di esperti educatori museali, utilizzano l’arte per avviare un percorso di conoscenza verso la realtà che li circonda. Infine, un’attività di laboratorio permette loro di sperimentare quello che hanno compreso nel cartone animato e vissuto nella stanza: questo modo di procedere consente di fare quel passaggio fondamentale che collega l’arte alla vita, mostrandone la sua importante valenza educativa.

Accompagnare i propri figli al museo vuol dire farli crescere partecipi di un attivo processo culturale, rendendo questi luoghi a loro familiari.

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