La ragazza con l’orecchino di perla: mito si diventa

Avete mai provato a spiegare ai vostri bambini da dove arriva quella calamita che avete sul frigorifero raffigurante una grande icona dell’arte? Ecco la nostra mini guida alla scoperta de La ragazza con l’orecchino di perla

La ragazza con l'orecchino di perla

Le immagini possiedono una forza persuasiva che supera di gran lunga le parole. Le immagini circolano in continuazione, cambiando contesto e contaminandosi tra loro. Così succede anche alle opere d’arte che, dalla tela e dai musei, finiscono sulle tazze, sui desktop dei nostri computer o riutilizzate in qualche compagna pubblicitaria.

Che succede alle opere d’arte in questo processo? Cambiano, si trasformano. Che ci piaccia o no, le immagini d’arte una volta stampate sulle nostre t-shirt diventano di tutti e trovano la loro strada verso la notorietà. A volte diventano icone, miti della cultura pop: diventano un’immagine riconosciuta universalmente e in alcuni casi addirittura venerata.

Un’opera diventa quindi universale quando un solo dettaglio, un particolare riutilizzato in altri contesti riesce a restituire il ricordo dell’originale. La parodia, l’ironia, la riscrittura divertente, che per alcuni possono sembrare una manipolazione spregiudicata e dissacrante, sono spesso i modi con cui un’opera d’arte diventa icona. Se questo non avviene, l’opera d’arte rimarrà un illibato oggetto da museo; invece, passando di mano in mano, da gadget a gadget, fortifica la proprio riconoscibilità e punta a diventare mito.

Questo processo che con la complicità di artisti, avanguardie e mezzi di comunicazione di massa, ha “sconvolto” opere come la Gioconda, L’urlo di Munch, I girasoli di Van Gogh, può trasformarsi in uno spunto per raccontare anche ai più piccoli come le immagini delle opere d’arte pervadano le nostre vite.

Iniziamo questo percorso di scoperta dei miti dell’arte, proprio da una delle icone più famose e chiacchierate del momento: La ragazza con l’orecchino di perla.

Le ragazze con l'orecchino di perla

La ragazza con il turbante fu dipinta da Johannes Vermeer intorno al 1665: pervade il mistero intorno al quadro fino al 1882 quando un collezionista olandese lo comprò a un’asta per una cifra irrisoria. Il quadro fu successivamente donato al Mauritshuis Museum all’Aia. Da quel momento il quadro iniziò a essere studiato e trovò i primi sostenitori e ammiratori. Nel frattempo alcuni grezzi restauri conferirono una nuova immagine al quadro: il fondale originariamente verde diventò scuro conferendo all’opera l’aspetto attuale.

Il momento di celebrità per il dipinto arrivò quando una studentessa americana iniziò a scrivere una novella in cui si narra l’ipotetica storia della ragazza con il turbante e di quel fantomatico orecchino: la ragazza è una giovane domestica di casa Vermeer alle prese con le attenzioni del maestro, la gelosia della moglie e le manovre della suocera.

Il romanzo di Chavelier, pubblicato nel 2000, diventò subito un bestseller che ispirò il film con protagonista Scarlett Johanson nel ruolo della domestica. Il resto è storia recente, ma il successo commerciale della storia d’amore travagliata tra Vermeer e la giovane musa, e le nomination gli Oscar del film, garantirono grande visibilità anche al Mauritshuis Museum che custodisce l’opera.

Con una media di 250000 visitatori l’anno, il museo ha trovato i fondi per il restauro e l’ampliamento degli spazi e nel frattempo La ragazza con l’orecchino di perla è andata in tour per tutto il mondo chiudendo il suo viaggio espositivo a Bologna.

La ragazza con l'orecchino di perla - pupazzo

Anche una calamita sul frigorifero, o un pupazzo con le sembianze di un’opera d’arte, possono diventare uno spunto per avvicinare i bambini alla storia dell’arte e imparare con loro come riconoscere le immagini, identificarne l’origine e districarsi in un mondo di riferimenti. Le scoperte saranno entusiasmanti e rivelatrici, ma soprattutto indispensabili per riuscire a muoversi con agio in un mondo popolato di immagini che a volte non sappiamo leggere appieno.

 

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