Matì e Dadà a Famiglie al Museo 2018

Anche quest’anno, per la sesta edizione consecutiva, si celebra la giornata nazionale di Famiglie al Museo, la festa dei bambini e delle famiglie in oltre 700 musei in tutta Italia! E Matì e Dadà? Ci sono anche loro, ovviamente! Dove stanno arte, cultura ed i bambini, i nostri piccoli eroi non possono mancare.

Il logo di F@Mu 2018

Il logo di F@Mu 2018

Testimonial per il sesto anno, Matì e Dadà saranno i protagonisti di laboratori e proiezioni speciali in molti dei musei aderenti. Saranno anche protagonisti di una messa in onda speciale, su Rai YoYo, sia il sabato 13 che la domenica 14 ottobre, alle 18!

E comunque, sempre presenti a vegliare su una giornata importante, che celebra un tema importante: piccolo ma prezioso. Piccolo e prezioso come ogni bambino, e la cura che a lui dobbiamo per la sua formazione e la sua cultura; piccolo e prezioso come ogni singola, anche minore, opera d’arte, conservata in piccoli musei sparpagliati in tutte le nostre bellissime regioni. L’ Italia è ricca di tesori piccoli e nascosti, e Famiglie al Museo, quest’anno, li celebra tutti!

Sabato 13 ottobre, alle 10, grande inaugurazione di Famiglie al Museo al Musli di Torino. Ci saremo tutti, anche il bravissimo Armando Traverso e Rai Radio Kids! E poi…

Domenica 14 ottobre non mancate di visitare con i vostri bambini i musei italiani. Cercate nella lista sul sito www.famigliealmuseo.it il museo più vicino a voi e…buona giornata di cultura a tutti!

Matì e Dadà Testimonial di Famiglie al Museo 2018!

Matì e Dadà Testimonial di Famiglie al Museo 2018!

Intervista a Marianna Forti, designer e direttrice di produzione de L’Arte con Matì e Dadà

In primo piano

Non si finisce mai di scoprire quanti sono i passaggi e le professionalità che si nascondono dietro alla realizzazione di un cartone animato! E Marianna Forti ne è testimonianza: artista poliedrica, esperta di pre produzione, storyboard artist, con una formazione anche come animatrice, è stata ed è una delle colonne portanti de L’Arte con Matì e Dadà. Grazie a lei, gran parte del design della serie ha preso vita e coerenza, e molte delle fasi di lavoro hanno rispettato tempi e modi. Sentiamo dalla sua voce qualcosa in più su questa esperienza…

Marianna Forti nel suo studio

Marianna Forti nel suo studio

Marianna, tu hai lavorato alla pre produzione di molti degli episodi di Matì e Dadà: innanzi tutto di cosa ti sei occupata? E come hai avvicinato la sceneggiatura e lo stile dei personaggi per affrontare il tuo lavoro?

Ciao a tutti! Ho iniziato a lavorare a Matì e Dadà dall’ episodio pilota dedicato a Picasso, occupandomi della revisione del model pack ( ndr Bibbia Tecnica), ovvero creare i riferimenti che permettessero a tutti gli animatori di disegnare allo stesso modo e coerentemente Matì e Dadà; dei layout – le azioni principali dei personaggi, aggiungendo pose ( ndr. posizioni) rispetto allo storyboard, e delle animazioni. Per la prima stagione ho lavorato invece a props (ndr. oggetti e arredamenti) e clean- up di storyboard – ovvero la rimessa a modello dei disegni fatti da Alberto Alvoni; infine, nella seconda stagione mi sono occupata sempre del clean up degli storyboard ma anche della direzione di produzione. Con Matì e Dadà mi sono trovata subito bene, anche per affinità caratteriali (ndr. ride), la cosa più complessa ma anche interessante e divertente è stata entrare nel mondo degli artisti. Dovevamo farli reagire e recitare in modo credibile rispetto alle storie che raccontavamo, ma anche rimanere rispettosi della loro realtà storica. Per alcuni come Leonardo, Michelangelo e Caravaggio o gli artisti più moderni, avevamo fonti che raccontavano come fossero anche “di persona”, per altri , come Giotto, è stata una sfida. In generale però credo che se Matì e Dadà fossero apparsi davvero a tutti questi artisti, avrebbero reagito proprio come nel cartone animato, dopo un iniziale stupore avrebbero cercato di spiegare in modo semplice la loro poetica perché l’arte è di fatto comunicazione e spiegarla ai bambini e ai giovani è una cosa importantissima.

Una pagina della Bibbia Tecnica realizzata da Marianna per la costruzione di Matì

Una pagina della Bibbia Tecnica realizzata da Marianna per la costruzione di Matì

Per la seconda stagione hai svolto anche il ruolo di direttrice di produzione, quali le difficoltà incontrate nel gestire ed orchestrare i tempi di diversi studi e professionalità?

La vera grande difficoltà sono stati i fusi orari! Infatti dovevamo trovare i momenti in cui confrontarci a voce su Skype in modo che fossero convenienti per tutti. Per il resto devo dire che tutti i professionisti che hanno lavorato a Matì e Dadà, e includo anche i nostri fantastici doppiatori e i musicisti, hanno dato tantissimo, dimostrando non solo amore ma anche rispetto per i contenuti del prodotto. Quindi anche nei momenti più difficili, tra correzioni e rispetto delle consegne, la fatica è stata ricompensata dal vedere ogni episodio finalizzato grazie all’impegno di tutti.

Marianna, tu conosci bene anche il 3D, e fondamentale è stato il tuo apporto per episodi come quello di Gaudì o sul Pantheon. Puoi raccontarci qualcosa del lavoro svolto? Qualche aneddoto?

Pantheon 2

Studio per il posizionamento dei personaggi nel 3D del Pantheon

Dunque, quando si lavora con il 3D è importante avere una pre visualizzazione tradizionale, ovvero disegnata, veramente efficace, altrimenti si rischia di fare tanto lavoro e ritrovarsi con elementi che non funzionano bene. Avere le pre visualizzazioni realizzate da Alberto ( ndr Alvoni) mi ha facilitato moltissimo il lavoro, poi con lo studio che si occupava della realizzazione degli ambienti 3D, abbiamo impostato il blocking – che è un po’ come arredare una stanza e metterci in posa per fare una bella foto, solo che al posto della foto che è fissa, in questo caso abbiamo una serie di immagini che indicano i movimenti principali della telecamera e dei personaggi. Per Parc Guell e Pantheon avevamo due ambienti con obiettivi diversi, di uno dovevamo mostrare la spazialità dinamica e dell’altro l’ambiente più intimo e chiuso dove il tempo è scandito dall’oculus.

Una pre visualizzazione del 3D per l'episodio del Pantheon

Una pre visualizzazione del 3D per l’episodio del Pantheon

Con i professionisti di Limina (ndr. lo studio di post produzione video impegnato sulla serie) abbiamo cercato di curare la fotografia, le luci e i movimenti di camera in modo da far immergere il pubblico in questi due ambienti, cercando di superare il limite imposto dalla cornice rappresentata dal televisore ( o dalla app ).

Matì posizionata nel 3D di Parc Guell, per l'episodio di Gaudì.

Matì posizionata nel 3D di Parc Guell, per l’episodio di Gaudì.

Aneddoti… ne avrei tanti ma vi racconterò quelli meno tecnici: mi sono emozionata  nel sentire Gaudì doppiato da Marco Balzarotti, che adoro dai tempi in cui dava la voce a Sirio il Dragone; ma in generale ho avuto questo effetto con tutti i doppiatori, molti li conoscevo dai cartoni in TV e credo di aver realizzato davvero solo in quel momento che ero passata dall’altra parte del mondo dell’animazione; poi, ogni volta che sentivo la frase di Apollodoro che, guardando il suo Pantheon, si sorprende del fatto che sia stato conservato, mi commuovevo… sia sullo storyboard, quando ho fatto la direzione del 3D, o durante i check di animazione, non la finivo più! In ultimo le comparse/turisti nell’episodio del Pantheon, un piccolo spoiler, se vi fermate a guardare… ci siamo tutti noi!

Voglio finire questa intervista con un caro saluto a tutti gli amici di Matì e Dadà!

Grazie mille, Marianna! :)

Marianna Forti, originaria di Teramo ma fiorentina d’adozione, è storyboard artist, animatrice e designer per molte serie animate italiane, lavora con il suo team di Animago Studio, oltre che essere docente nel corso di cinema d’animazione presso la scuola The Sign – Comics & Arts Academy di Firenze.

Alberto Alvoni, storyboard artist e direttore della animazioni di Matì e Dadà

Se realizzare un cartone animato può sembrare una cosa divertente, essa nasconde però un lavoro di grande precisione e professionalità, dove ogni passaggio richiede esperienza e talento. Sentite cosa ci racconta Alberto Alvoni, che per Matì e Dadà si è occupato di tutta la parte di storyboard e della direzione delle animazioni, coordinando un team di oltre 20 animatori!

Storyboard Artist e Direttore delle animazioni

Alberto Alvoni – Storyboard Artist e Direttore delle animazioni

Alberto, tu hai lavorato agli storyboard di molte delle serie  a cartoni animati di maggior successo prodotte in Italia: innanzi tutto, cosa significa fare lo storyboard di un cartone animato?

Ciao a tutte/i! Immaginate di avere di fronte a voi sul tavolo una sceneggiatura, i personaggi e le scenografie disegnate, ora il vostro lavoro come storyboardisti consiste nel raccontare questa storia attraverso immagini, più precisamente inquadrature, ciascuna un piccolo quadro dove personaggi e ambienti recitano, ogni piccolo particolare è studiato e sistemato apposta per narrare e trasmettere una emozione. Lo storybordista è attore, fotografo, regista, arredatore e costumista, o almeno questo è ciò che vorremmo e dovremmo essere.

Che particolarità hai riscontrato ne L’Arte con Matì e Dadà rispetto ad altre serie, e quali le difficoltà nell’affrontare il lavoro sul progetto? Il target di bimbi così piccoli ha condizionato le tue scelte?

 Lavorare nel mondo dei cartoni animati non è sempre così magico come sembrerebbe, raramente riesci a lavorare su qualcosa di cui puoi andare al 100% fiero, a volte quando ti chiedono su che cartoni hai lavorato, ometti volontariamente qualche produzione…beh di aver lavorato su Matì e Dadà sono proprio orgoglioso, riuscire a partecipare a un progetto che mette insieme l’animazione e la storia dell’arte, ti fa tirare un sospiro di sollievo, ti

Un esempio di pagina di storyboard realizzata da Alberto.

Un esempio di pagina di storyboard realizzata da Alberto.

rappacifica come disegnatore e animatore con millenni di storia dell’arte, è un po’ come tornare in famiglia…esagerato?…beh, entrare nei quadri famosi e vederli animati è comunque troppo forte, ci voleva. Il target della serie mi ha condizionato relativamente, una volta comprese le esigenze della regista, mi sono sempre sentito molto libero di provare e sperimentare  soprattutto in fase di storyboard.

Per il tuo ruolo di direttore della animazioni, hai lavorato con Achtoons e con uno studio di animatori in India. Come era organizzato il lavoro? Che tipo di indicazioni fornivi? Come hai fatto recitare i due personaggi di Matì e Dadà? Sei soddisfatto del risultato?

Lavorare con l’estero non è un problema, è una prassi abbastanza frequente in questo campo, certo la distanza a volte rende poco partecipi e consapevoli i collaboratori, che a volte eseguono il compito e basta, direi però che stavolta ce la siamo cavati egregiamente. Noi inviavamo lo storyboard, loro preparavano le scene con scenografie e animazione dei personaggi, io controllavo che il risultato fosse conforme alle nostre esigenze, inviando eventuali correzioni. Il mio percorso professionale come animatore è di stampo tradizionale, quindi fogli e matita, a volte ho fatto fatica a digerire la scarsa mobilità espressiva e anatomica del personaggio, nella quale l’animazione al computer ogni tanto  ti confina, questo però è un conflitto molto personale tra l’animatore e la singola scena o il singolo disegno e considerando che in un secondo di animazione ci sono mediamente una dozzina di disegni, posso allora dire che il risultato finale è stato soddisfacente. Credo di poter dire che abbiamo fatto tutti un buon lavoro!

Le correzioni date da Alberto allo studio di animazione.

Le correzioni date da Alberto allo studio di animazione.

Alberto Alvoniartista e professionista del cinema d’animazione, si forma come animatore al Senior College Ballyfermot a Dublino lavorando per gli studi Disney e collabora in qualità di storyboard artist ed animatore a molte produzioni italiane di successo, lavorando con studi come Gruppo Alcuni, Graphilm, Animoka, CyberGroup e, naturalmente, Achtoons.

Il valore dell’animazione: 4 risultati educativi del video F@Mu con Matì e Dadà

Laboratorio Famiglie al Museo con Matì e Dadà

Laboratorio Famiglie al Museo con Matì e Dadà

Durante i mesi di maggio e di giugno, un piccolo gruppo di fantasiosi bambini guidati dagli esperti di educazione all’immagine di Schermi & Lavagne, il dipartimento educativo di Cineteca di Bologna, ha partecipato a un laboratorio di animazione a passo uno per creare il video della prossima edizione della Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo in programma per il 12 ottobre 2014.

La partecipazione al laboratorio è stata un’occasione unica che ha permesso ai bambini di essere parte attiva nella ideazione di una giornata speciale per le famiglie e per i musei.

Laboratorio Famiglie al Museo con Matì e Dadà

Laboratorio Famiglie al Museo con Matì e Dadà

Il confronto con il linguaggio dell’animazione è stato un momento di scoperta e di divertimento per i bambini coinvolti. Con questo post vogliamo condividere con voi i principali valori educativi derivanti dalla sperimentazione con linguaggi creativi.

Concentrazione creativa. L’animazione a passo uno è una tecnica molto complessa e impegnativa: richiede una continua attenzione da parte dei bambini. I piccoli animatori si sono impegnati nella definizione delle scenografie, delle inquadrature e nel posizionamento di personaggi e oggetti di scena. Ai bambini è stata richiesta una grande attenzione al dettaglio perché spostamenti minimi possono influire in modo decisivo sul risultato finale

Lavoro di gruppo. I linguaggi audiovisivi sono l’espressione del lavoro di più persone: l’animazione richiede l’intervento di più addetti al posizionamento degli oggetti di scena e all’utilizzo della camera. I bambini, partecipando al laboratorio, hanno imparato l’importanza dalla collaborazione per l’ottenimento di un risultato comune: il lavoro sul set ha fatto emergere le personali inclinazioni e le capacità di mediazione dei singoli partecipanti per raggiungere un obiettivo prefissato.

Perseveranza. L’animazione a passo uno è una tecnica potenzialmente frustrante per i bambini. Infatti, per riuscire a muovere di pochi centimetri un oggetto è richiesta perseveranza, un’applicazione costante e tanto, tanto tempo. I bambini hanno trascorso interi pomeriggi a spostare di pochi millimetri gli oggetti di scena per poi rendersi conto che la storia si era allungata di pochi secondi. Tuttavia, l’animazione insegna una valore importante: la costanza nell’applicazione sarà premiata dall’incanto degli oggetti inanimati che prendono vita.

Capacità di osservazione. Lavorare alla creazione di immagini in movimento ha permesso ai bambini di confrontarsi con linguaggi molto comuni di cui spesso non conoscono le modalità di realizzazione. Gestire macchine fotografiche, computer e faretti per illuminare la scena ha svelato ai bambini l’artificiosità delle immagini. Grazie all’attenta guida degli educatori di Schermi e Lavagne i partecipanti si sono confrontati con il senso delle proporzioni, le regole di composizione delle immagini, il ritmo, la durata e lo sforzo creativo che si nasconde dietro ogni singolo fotogramma.

Non resta che godersi il video per la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo realizzato dai bambini con il supporto di Schermi & Lavagne.

Segui gli episodi de L’arte con Matì e Dadà su RAI YoYo: tutti i sabati alle 18:45.

Sei un musueo? Scopri come ospitare Matì e Dadà durante la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo.

Kandinsky spiegato ai bambini

L'arte con Matì e Dadà - Wassily Kandinsky

L’arte con Matì e Dadà – Wassily Kandinsky

Musica e colori: i vostri bambini ameranno Kandinsky, l’artista che più di altri ha contribuito alla liberazione dell’arte visiva dalle formule tradizionali, fondate sulla rappresentazione. La sua opera e il suo percorso si pongono in stretta relazione con altre arti, in particolare la musica. Per Kandinsky, colori e forme hanno la capacità di influenzare la psicologia di chi li osserva.  A tal proposito, il maestro russo associa ogni colore a uno strumento musicale capace di suscitare emozioni diverse sulle persone.

Che colore emette una tromba? E il verde che suono avrà? Hai mai provato a dipingere con la musica? Grazie all’intervento di Dadà le forme astratte e le campiture di colore dei quadri di Kandinsky si animano e incanteranno i vostri bambini. Anzi, si suonano!

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