Alla scoperta di Diego Velazquez

Las Meninas con Matì e Dadà

Las Meninas con Matì e Dadà

Maestro indiscusso del barocco spagnolo, Diego Velazquez dipinse Las Meninas nel 1656. Quando si guarda la grande tela che raffigura la famiglia del Re Filippo IV di Spagna, ci si trova catapultati all’interno di uno spazio fantastico che ci pone subito difronte a numerose domande: è un ritratto? o forse è un autoritratto visto che il pittore si è rappresentato nel quadro? Se Velazquez sta ritraendo se stesso perché non è al centro del dipinto? Cosa o chi stanno guardando l’infanta Margarita e le dame e i cortigiani? Perché i reali di Spagna sono ritratti riflessi nello specchio sul fondo della stanza?  Continua a leggere

La grande onda di Hokusai

Sarà capitato a molti di vederla stampata sulle cover degli smartphone o sulla fodera di un cuscino, ma forse non tutti conoscono la lunga storia de La grande onda presso la costa di Kanagawa, una delle immagini più potenti dell’arte nipponica.

Attorno al 1830 Hokusai creò la stampa che lo rese il pittore giapponese più noto in tutto il mondo.

La grande onda presso la costa di Kanagawa

La grande onda presso la costa di Kanagawa

La grande onda è parte della celebre serie Trentasei vedute del monte Fuji realizzata dal pittore e incisore giapponese all’età di circa settant’anni.

La stampa fu subito percepita come una vera innovazione perché assegnava al paesaggio e alle immagini della natura la stessa dignità conferita alla rappresentazione delle figure umane. In passato, il paesaggio era utilizzato solo come contesto e sfondo per i personaggi, mentre con Hokusai l’onda del mare si arricchisce di significati psicologici, filosofici e divini, incarnando il rapporto di rispetto e sintonia con la natura tipico della cultura giapponese.

La fama delle opere di Hokusai è pari a quella della sua persona: errante, eccentrico e sempre desideroso di superare i propri limiti artistici, amava esibirsi in performance che lasciavano senza parole il pubblico; utilizzò le tecniche più insolite per la composizione di ogni genere di immagine, e cambiò numerosi pseudonimi, di cui sei segnarono le più importanti tappe nel suo percorso artistico.

L'arte con Matì e Dadà - hokusai rodin van gogh debussy

L’influenza della grande onda di Hokusai nel lavoro di altri artisti

A metà dell’Ottocento, Hokusai era una leggenda in Occidente e la sua influenza sulle avanguardie europee fu enorme. Molti artisti rimasero folgorati dall’arte giapponese: le stampe arrivavano in Francia dal Giappone come carta per l’imballaggio di oggetti preziosi; successivamente vennero richieste come esotiche cartoline dall’estremo oriente.

Manet, Degas, Van Gogh, Rodin, Debussy furono attratti dal lavoro del maestro e lo omaggiarono imitandone lo stile e inserendo riferimenti alla grande onda in alcune delle loro opere.

Il resto è la storia di un’icona contemporanea che ancora ci affascina per la cura della composizione e la ricchezza delle suggestioni.

La grande onda Hokusai

La grande onda Hokusai

 

La Gioconda spiegata ai bambini

L'arte con Matì e dadà - Gioconda - Mona Lisa

È davvero difficile trovare qualcuno che non sappia chi sia la Gioconda. La placida signora dal sorriso appena accennato e dalla sguardo sereno ci osserva comodamente seduta in poltrona e noi rimaniamo incantati e ci chiediamo: “a cosa sta pensando?”

La fama di quello che forse è il più noto quadro al mondo è il risultato del lavoro di maestria pittorica di Leonardo da Vinci e di una serie di eventi storici che hanno condotto la Monna Lisa verso la notorietà internazionale. Abbiamo preparato alcuni spunti per spiegare ai tuoi bambini come la Gioconda è diventata un’icona della storia dell’arte. Continua a leggere

Io Sto al Museo: con Matì e Dadà

Continuano i laboratori di Io sto al museo – Atelier per bambini (dai 5 ai 10 anni) cura dei Servizi educativi di Genus Bononiae in occasione della mostra dedicata alla ragazza con l’orecchino di perla e ai capolavori fiamminghi.

Siete curiosi di sapere cosa fanno i bambini durante i laboratorio? Questo video vi racconta come si può imparare e divertirsi con l’arte.

La Prof.ssa Francucci, curatore del progetto educativo di Genus Bononiae, ci racconta quali sono le scelte pedagogiche che animano la proposta laboratoriale di Io sto al museoContinua a leggere

La ragazza con l’orecchino di perla: mito si diventa

Avete mai provato a spiegare ai vostri bambini da dove arriva quella calamita che avete sul frigorifero raffigurante una grande icona dell’arte? Ecco la nostra mini guida alla scoperta de La ragazza con l’orecchino di perla

La ragazza con l'orecchino di perla

Le immagini possiedono una forza persuasiva che supera di gran lunga le parole. Le immagini circolano in continuazione, cambiando contesto e contaminandosi tra loro. Così succede anche alle opere d’arte che, dalla tela e dai musei, finiscono sulle tazze, sui desktop dei nostri computer o riutilizzate in qualche compagna pubblicitaria.

Che succede alle opere d’arte in questo processo? Cambiano, si trasformano. Che ci piaccia o no, le immagini d’arte una volta stampate sulle nostre t-shirt diventano di tutti e trovano la loro strada verso la notorietà. A volte diventano icone, miti della cultura pop: diventano un’immagine riconosciuta universalmente e in alcuni casi addirittura venerata.

Un’opera diventa quindi universale quando un solo dettaglio, un particolare riutilizzato in altri contesti riesce a restituire il ricordo dell’originale. La parodia, l’ironia, la riscrittura divertente, che per alcuni possono sembrare una manipolazione spregiudicata e dissacrante, sono spesso i modi con cui un’opera d’arte diventa icona. Se questo non avviene, l’opera d’arte rimarrà un illibato oggetto da museo; invece, passando di mano in mano, da gadget a gadget, fortifica la proprio riconoscibilità e punta a diventare mito.

Questo processo che con la complicità di artisti, avanguardie e mezzi di comunicazione di massa, ha “sconvolto” opere come la Gioconda, L’urlo di Munch, I girasoli di Van Gogh, può trasformarsi in uno spunto per raccontare anche ai più piccoli come le immagini delle opere d’arte pervadano le nostre vite.

Iniziamo questo percorso di scoperta dei miti dell’arte, proprio da una delle icone più famose e chiacchierate del momento: La ragazza con l’orecchino di perla.

Le ragazze con l'orecchino di perla

La ragazza con il turbante fu dipinta da Johannes Vermeer intorno al 1665: pervade il mistero intorno al quadro fino al 1882 quando un collezionista olandese lo comprò a un’asta per una cifra irrisoria. Il quadro fu successivamente donato al Mauritshuis Museum all’Aia. Da quel momento il quadro iniziò a essere studiato e trovò i primi sostenitori e ammiratori. Nel frattempo alcuni grezzi restauri conferirono una nuova immagine al quadro: il fondale originariamente verde diventò scuro conferendo all’opera l’aspetto attuale.

Il momento di celebrità per il dipinto arrivò quando una studentessa americana iniziò a scrivere una novella in cui si narra l’ipotetica storia della ragazza con il turbante e di quel fantomatico orecchino: la ragazza è una giovane domestica di casa Vermeer alle prese con le attenzioni del maestro, la gelosia della moglie e le manovre della suocera.

Il romanzo di Chavelier, pubblicato nel 2000, diventò subito un bestseller che ispirò il film con protagonista Scarlett Johanson nel ruolo della domestica. Il resto è storia recente, ma il successo commerciale della storia d’amore travagliata tra Vermeer e la giovane musa, e le nomination gli Oscar del film, garantirono grande visibilità anche al Mauritshuis Museum che custodisce l’opera.

Con una media di 250000 visitatori l’anno, il museo ha trovato i fondi per il restauro e l’ampliamento degli spazi e nel frattempo La ragazza con l’orecchino di perla è andata in tour per tutto il mondo chiudendo il suo viaggio espositivo a Bologna.

La ragazza con l'orecchino di perla - pupazzo

Anche una calamita sul frigorifero, o un pupazzo con le sembianze di un’opera d’arte, possono diventare uno spunto per avvicinare i bambini alla storia dell’arte e imparare con loro come riconoscere le immagini, identificarne l’origine e districarsi in un mondo di riferimenti. Le scoperte saranno entusiasmanti e rivelatrici, ma soprattutto indispensabili per riuscire a muoversi con agio in un mondo popolato di immagini che a volte non sappiamo leggere appieno.

 

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